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Sviluppo consapevole e responsabile

SVILUPPO CONSAPEVOLE E RESPONSABILE

Cibo, Ambiente ed Energie rinnovabili, come fattori essenziali
nei processi di crescita delle comunità locali e
di valorizzazione dei territori

CIBO SANO, INNOVAZIONE TECNOLOGICA, FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI,
CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DELL’AMBIENTE NATURALE,
SONO I PERCORSI OBBLIGATI DELLA NUOVA ERA.

ANTROPIA
È UNO SPAZIO APERTO DI PROGETTUALITÀ E DI ESPERIENZE,
SINTESI TRA CONOSCENZA E POLITICA DEL TERRITORIO.
LA QUALITÀ DELLA VITA COME OBIETTIVO PRIORITARIO DELL’AZIONE DI GOVERNO
IN AMBITO LOCALE E CENTRALE

Cos’è ANTROPIA

Un vocabolo nuovo, per esprimere la consapevolezza dell’Uomo nella cura del proprio ambiente di vita e dell’interazione con i suoi simili, il suo agire responsabile, alla ricerca di un benessere, che deve garantire il mantenimento delle risorse naturali disponibili, nel presente e per le generazioni future.

I Comuni, nuovi scenari di sviluppo: il governo dei cittadini!
Il Governo del Territorio orientato alla Qualità della Vita.

Un processo di sviluppo consapevole e responsabile fondato su:

  • Lavoro e compartecipazione intergenerazionale
  • Nuove fonti energetiche rinnovabili, non inquinanti e non impattanti con l’ambiente naturale
  • Smaltimento e riciclaggio integrato dei rifiuti
  • Gestione socioeconomica del patrimonio agroalimentare, culturale ed ambientale alla scala locale

Abbiamo adottato questo valore culturale, svincolando l’azione da schemi di appartenenza partitica, con una visione della politica, quale competizione nella capacità di governo del territorio, costantemente verificata ed unicamente finalizzata al bene comune.

Al fallimentare modello della globalizzazione, che ubbidisce alla logica della finanza speculativa, dello sfruttamento del lavoro e delle risorse del pianeta, alla perpetuazione del debito pubblico a carico di intere generazioni, agli scempi inquinanti nei territori e nel mare, bisogna contrapporre logiche alternative dell’organizzazione sociale, finalizzata al benessere dei cittadini ed alla conservazione del territorio.

Nel primo convegno ANTROPIA1, organizzato dalla MARIS e dall’associazione “La Nuova Italia”, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, dell’Università degli Studi Roma Tre e il supporto del Dipartimento nazionale dei Vigili del Fuoco, sono stati trattati i temi delle energie rinnovabili; in particolare, si è evidenziato che la sintesi progressiva delle conoscenze scientifiche e tecnologiche, indirizzata verso il benessere delle persone e delle popolazioni, rende possibile trarre energia pulita e rinnovabile, nel rispetto dell’ambiente naturale.

Nel secondo convegno ANTROPIA2, organizzato congiuntamente dalle associazioni Rete Civica Nazionale, Federmanager, FIDICFISAMAssociazione La Bella Età e CIPS,  si è voluto promuovere azioni di programmazione politica e di sperimentazione nei territori, mirate alla tutela dell’Ambiente, del cibo, della salute e della qualità della vita (con particolare riguardo alle correlazioni tra la nutrizione e la salute); una nuova politica da sostenere, per evitare le manipolazioni genetiche degli alimenti (NO OGM).

Sviluppo Consapevole e Responsabile

Una nuova cultura all’insegna dei valori e della qualità della vita, per una politica delle energie rinnovabili, dell’agricoltura naturale, del cibo salutare e della crescita economica. Uno sviluppo auto sostenibile dei territori, centrato sulla pianificazione e gestione delle risorse locali, creando nuova occupazione e benessere sociale.

Cultura, educazione e formazione, ricerca scientifica, innovazione tecnologica, politica e governo del territorio, quali fattori propulsivi dello Sviluppo Consapevole e Responsabile.

Bisogna spingersi oltre la prospettiva della Green Economy ed avviare nei territori comunali concrete esperienze di programmazione, valorizzazione e gestione dei terreni e delle risorse ambientali, di risparmio energetico ed impiego di nuove fonti rinnovabili. Lo scenario socioeconomico del nostro paese è diventato allarmante, come attestano tutti gli indicatori economici, primo tra tutti la disoccupazione, causata dalla chiusura di centinaia di migliaia di imprese e di esercizi commerciali.

I Comuni siano aggregatori attivi della popolazione, sostituendo, alle sterili burocrazie, iniziative di progressivo coinvolgimento delle risorse umane e produttive residenti, verso forme di gestione diretta dei processi di sviluppo autosostenibile. Non potrà essere costruita un’Europa dei popoli se le comunità locali, come sta accadendo, perderanno le proprie radici identitarie e la stessa motivazione della vita sociale.

Occorre che lo Stato ceda spazi sostanziali all’amministrazione locale.

La spinta alla globalizzazione ha generato un decadimento dei valori nella persona umana. Spiritualità, Umanità e Naturalità devono essere l ‘ orientamento etico della Società. Si avverte la necessità di una riconquista dei valori e di una ecologia del bisogno, un nuovo paradigma capace di generare una coscienza sociale, multiculturale e multietnica, nella consapevolezza delle identità e della storia civile dei territori.

Occorre una nuova Alleanza dell’Uomo con lo Spirito, dell’Uomo con l’Uomo, dell’Uomo con la Natura, affinché esso riscopra i bisogni di Spiritualità, Umanità e Naturalità, che devono rappresentare anche i valori fondamentali per un orientamento etico della società umana.

  • Spiritualità, in quanto dimensione immateriale che si rivela come pensiero, sentimento e volontà, e che deve essere posta alla base delle opere e delle azioni umane, rivendicando la trascendenza della divinità, ma anche dell’uomo stesso e della natura in contrasto al dilagante material-consumismo.
  • Umanità, nel senso della rivalutazione dei bisogni e dei valori dell’esperienza, della centralità dell’uomo nell’ambiente naturale, dell’esigenza di libertà e della dignità individuale; in sostanza di un’idea nobile della persona e dei suoi diritti fondamentali, di un’antropologia relazionale, che è requisito indispensabile per la governabilità oggettiva e democratica, oltre che garanzia della giustizia, del benessere e della solidarietà tra gli uomini e le nazioni.
  • Naturalità, intesa come riconoscimento consapevole della complessa costituzione dell’universo e delle leggi fisiche, chimiche e biologiche che lo regolano, della sacralità della natura e della sua stupefacente bellezza; riconoscimento che deve indurre a comportamenti coerenti degli individui e delle comunità, attraverso adeguate forme di governo del territorio.

Sotto il profilo dell’impegno politico, si rende necessaria una mobilitazione dell’intero corpo sociale, per mettere argine alle situazioni critiche, nei settori strategici del nostro sistema-paese: l’ambiente, le energie rinnovabili, l’agricoltura e l’alimentazione, in quanto riferimenti cardinali della nostra economia. Una mobilitazione che deve coinvolgere primariamente la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, per riavviare e potenziare i meccanismi della crescita.

E’ doveroso analizzare, simultaneamente, le troppe cose che non hanno funzionato in questa Europa, il cui ruolo è  incomprensibile, se non genera un reale miglioramento delle condizioni di vita dei popoli. Le conseguenze recessive dell’Austerity, la vessazione fiscale nei riguardi dell’impresa, la crisi di interi comparti produttivi, con la perdita di consistenti spazi occupazionali, ci dirige verso una progressiva povertà sociale, che investe già oggi diversi milioni di cittadini, con i connessi rischi, per la tenuta dell’equilibrio sociale e della stessa democrazia.

Occorre perciò avviare un nuovo processo di sviluppo, fissando i punti di forza propulsiva, con gli ambiti strategici prioritari e gli attori.

Gli ambiti culturali e strategici prioritari sono:

  • Una nuova cultura antropologica ed ambientale, nella consapevolezza che la questione ambientale comporta l’affermazione dell’amore e l’ontologia della partecipazione rispettosa;
  • La caratterizzazione gestionale ed ambientale dei territori, ponendo la risorsa disponibile alla scala comunale, quale ambito da valorizzare a fini socioeconomici; la progressiva formazione e gestione, riguardanti il complesso patrimoniale di riferimento (patrimoni agroalimentare, patrimonio paesaggistico, parchi e riserve naturali sulla terraferma ed in mare, ecosistemi costieri, patrimonio storico, artistico e monumentale, ecc.);
  • Le fonti di energia rinnovabile, con priorità per quelle che non comportano impatti ambientali, trasformazioni o riduzioni del patrimonio di interesse territoriale; ad esempio, l’energia geotermica, secondo recenti ricerche del MIT (Massachusetts Institute of Technology), potrebbe soddisfare il fabbisogno energetico planetario, con energia pulita, per alcune migliaia di anni e rendendo quindi inutili le altre fonti non rinnovabili, oggi impiegate con impatti ambientali consistenti. L’Italia ha un territorio con elevate potenzialità di sfruttamento di energia geotermica, utilizzando il calore, sia di acque sotterranee di profondità ad elevata entalpìa, che superficiali a bassa entalpìa;
  • Le fonti di energia derivanti dalla trasformazione dei rifiuti solidi urbani, attraverso l’utilizzo di moduli tecnologici evoluti, per la produzione di energia elettrica, gasolio, carbone, biogas, inerti. L’applicazione di tali tecnologie, alla scala dei piccoli Comuni o a quella dei quartieri, negli aggregati urbani maggiori, comporterebbe una consistente economia nei consumi energetici, con apporti occupazionali significativi, un netto miglioramento della qualità dell’ambiente urbano ed extraurbano, la riqualificazione ed il potenziamento delle attività connesse al turismo, l’applicazione modellistica progressiva e la conseguente crescita del Pil.

Gli attori essenziali di questo processo sono:

  • La Famiglia, quale nucleo fondamentale della Società Italiana.
  • La Scuola, quale struttura di formazione ed orientamento, ove introdurre una più efficace e sistematica educazione all’impiego delle risorse naturali.
  • Le Università e gli Enti di ricerca, ove attraverso misure straordinarie ed urgenti di politica economico-finanziaria, va anzitutto superata la bolla del precariato, che affligge migliaia di giovani, riducendo i risultati della ricerca scientifica; vanno create le condizioni, per richiamare in Italia le risorse umane costrette ad emigrare; vanno individuati ed attuati incentivi per i progetti di ricerca considerati strategici, sia a livello nazionale che alla scala delle Regioni e dei Comuni. La competitività interna e sovranazionale può espandersi notevolmente, innescando processi moltiplicatori sul piano del merito, tanto nelle Università, quanto negli ambienti della ricerca scientifica e della sperimentazione tecnologica.
  • L’Impresa: in quanto fulcro vitale del sistema-paese, va del tutto riconsiderata nel suo rapporto con l’amministrazione pubblica; i requisiti e gli adempimenti di avviamento perle nuove imprese devono essere immediati ed integralmente digitalizzati attraverso uno sportello informatico unico e condiviso tra le competenti strutture istituzionali; vanno garantiti la semplificazione e l’automatismo della compensazione tra carico fiscale e crediti d’impresa nei riguardi della P.A.; va effettuato il censimento, l’eliminazione programmata e la riconversione produttiva delle attività industriali inquinanti, l’incentivazione di quelle operanti nel rispetto della salute, della qualità ambientale e della sicurezza; ulteriori misure di defiscalizzazione e riduzione degli oneri contributivi vanno emanate, in proporzione all’occupazione assorbita.
    Una profonda innovazione, in questo settore, deve riguardare l’Impresa che produce beni immateriali, cioè cultura nelle sue molteplici espressioni. Sarà questo il tema centrale di un prossimo convegno “ANTROPIA 3“.
  • La Pubblica Amministrazione (centrale, regionale e comunale) deve concentrare ogni possibile risorsa economica, per promuovere la ricerca, la sperimentazione, l’innovazione e l’applicazione tecnologica; al contempo, deve sostenere l’impresa, chiudendo definitivamente la stagione della burocrazia esasperante e dell’insostenibilità del carico fiscale.
    Ai Comuni, in particolare, vanno assegnati ruoli e risorse per l’interazione nei rapporti tra imprese operanti nei rispettivi territori e sistema bancario, in quanto il riconoscimento dell’utilità sociale di un processo produttivo, in termini di valore aggiunto ed occupazione, deve costituire fattore prevalente. In questa direzione, è ormai consolidato il convincimento della necessità urgente di regolare il sistema bancario e creditizio, separando le banche commerciali da quelle d’affari. Un discorso, questo, che sarà affrontato in “ANTROPIA3”, unitamente all’approfondimento su altri temi dello Sviluppo Consapevole e Responsabile, in quanto il controllo del denaro e delle politiche bancarie diventa imprescindibile in una società civile ordinata.

Il Comune, quale ente territoriale di base dell’aggregazione sociale, deve svolgere un ruolo preminente nell’organizzazione del proprio territorio, non solo attraverso la pianificazione territoriale ed urbanistica, anch’essa svincolata da eccessi procedurali, ma soprattutto con una azione mirata alla corretta gestione socioeconomica delle risorse disponibili.

Vanno create o rigenerate leve di sviluppo alla microscala territoriale, superando le modellazioni teoriche di macroscala, che hanno in definitiva ritardato, se non impedito, le potenzialità delle società locali, ampliando il gap tra concentrazioni di ricchezza e diffusione della povertà.

La disponibilità di fonti energetiche localizzate e direttamente controllate alla scala comunale, con il relativo impiego di risorse umane, avvierebbe circuiti virtuosi di benessere ed incentivazione nei giovani, verso la gestione delle risorse territoriali di riferimento, in settori diversi, quali l’agroalimentare, la produzione tipica, il turismo culturale e quello salutistico, il recupero la valorizzazione ed il reinsediamento abitativo del patrimonio edilizio storico, consentendo interventi modellizzati di ristrutturazione antisismica.

Un osservatore sicuramente indipendente del nostro stato di salute sociale, come il Dalai Lama, ha così fotografato la nostra realtà critica:
“Quello che mi sorprende di più negli uomini dell’occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro, che dimenticano di vivere il presente; in tale maniera non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto“.

In effetti, la crescente marginalizzazione delle amministrazioni locali, specie dei Comuni, piccoli e medi, che compongono il Tessuto connettivo nazionale, ha sottratto interesse e motivazione alle “cellule” vitali della società locale, cioè alla famiglia, alle associazioni culturali, alla piccola impresa, all’agricoltore, al commerciante. Un processo che ha finito col dequalificare, per effetto della caduta motivazionale soggettiva, importanti funzioni, come quella degli insegnanti nelle scuole dell’obbligo, ingenerando conseguentemente una carenza di valori nella gioventù. Ha finito così per diffondersi un modello sociale consumistico, distorto quanto fuorviante.


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Un Commento:

  1. cesare scognamiglio

    Sicuramente il discorso dell’energia alternativa pulita, non solo aiuta a disinquinare l’aria, con tonnellate e tonnellate di immissione di CO2 in meno, ma dara’ nuovi posti di lavoro.Per quanto riguarda le nuove costruzioni antisismiche (che ne saranno sempre di meno) consiglio di visualizzare la CELLULA ANTISISMICA per tutti i tipi di ristrutturazioni (CHE SARA’ IL LAVORO FUTURO PER L’EDILIZIA.)

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