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Sensibilità Chimica Multipla (MCS)

Sensibilità Chimica Multipla (MCS)             da “Informare X Resistere”

del 18 marzo 2011

La MCS viene descritta come una multiforme sintomatologia, conseguenza di un disagio fisico, scatenato dalla presenza di sostanze chimiche. E’ scientificamente dimostrato come la MCS sia una sindrome immuno-tossico infiammatoria, caratterizzata da intolleranza alle sostanze chimiche presenti nell’ambiente, anche in dosi di molto inferiori a quelle solitamente tollerate dalla popolazione in generale. E’ una sindrome altamente invalidante, a carattere sistemico, con coinvolgimento ingravescente di tutti gli organi ed apparati. Nell’arco di pochi anni dall’esordio, i sintomi cronicizzano e, senza un’adeguata terapia di supporto, determinano l’insorgere di gravi complicanze.

Al momento, non esiste una terapia certa; le procedure di trattamento consistono sia nell’evitamento delle sostanze nocive, quindi nella eliminazione dall’ambiente degli agenti capaci di indurre la reazione, sia in una terapia di supporto, basata sulla somministrazione di integratori e di disintossicanti. Fino al secondo stadio, è possibile ottenere la remissione dei sintomi o addirittura la guarigione. Negli Stati Uniti, da circa 50 anni, l’MCS è oggetto di studio e così sono state messe a punto terapie di supporto, che hanno dato in vari casi buoni risultati. Ma non è certo con i viaggi della speranza che si può affrontare e combattere l’MCS. Occorre che l’Italia tutta prenda coscienza della urgenza, con cui va trattata una situazione, che è ormai di emergenza sociale. Il Parlamento e le Regioni non possono più rinviare l’adozione di strumenti normativi adeguati, che garantiscano l’assistenza socio-sanitaria ed individuino, sul territorio regionale, almeno una struttura sanitaria pubblica, capace di gestire pazienti con MCS; ma occorre pure che la classe medica venga formata ad individuare i sintomi, segnale della MCS e, quindi, ad effettuare diagnosi tempestive, che ne consentano l’arresto e la guarigione.

Si tratta di una sindrome immuno-tossico infiammatoria, spesso scambiata, a torto, per un’allergia, ma le sue dinamiche e il suo percorso sono totalmente diverse. All’inizio i sintomi sono: stanchezza, spossatezza, rossori, pruriti, nausea, tachicardia, asma, difficoltà circolatorie, cefalee, scarsa capacità di concentrazione, edemi, ecc. Questi sintomi si verificano quando il soggetto è sottoposto ad una esposizione chimica acuta ad alte dosi o a un’esposizione cronica insidiosa; regrediscono con l’allontanamento dall’agente tossico. Con il progredire della malattia, l’esposizione agli agenti chimici causa una infiammazione cronica dei tessuti, determinando artriti, dermatiti, coliti, riniti, asma ricorrente con broncospasmo, neuriti, problemi al sistema nervoso centrale e periferico quali afasia, calo della vista e dell’udito, tremori tipo Parkinson, perdita della memoria, ecc.; con il ripetersi delle esposizioni alle sostanze nocive, la patologia si aggrava, fino a determinare lesioni ad organi ed apparati, quali i reni, il fegato, i polmoni, il sistema nervoso centrale; si ha una seria compromissione del sistema immunitario e si fanno strada patologie quali la porfiria, il lupus, le neoplasie, la sclerosi multipla, ecc. L’esposizione alle sostanze, ad ogni suo ripetersi, causa insomma reazioni sempre più importanti; tra esse, anche l’edema cerebrale e l’angioedema. Le urgenze sono pericolosissime se il personale del P.S. non conosce la patologie e non sa gestire il paziente; i disinfettanti sono un’insidia che potrebbe peggiorare le condizioni; così le tracce di fumo e profumo sui camici, l’odore del deodorante personale e di lacche e gel sui capelli; e non solo perchè anche il cortisone da somministrare deve essere privo di additivi e non deve essere messo in vena in soluzione fisiologica, contenuta in sacchetti di plastica, che rilasciano ftalati. Se in P.S. vi è folla, come spesso accade, gli odori promanati dai presenti complicano la situazione e vi è il rischio fondato che con tutto il cortisone in vena gli attacchi peggiorino (ed io ne so qualcosa). A me la diagnosi di MCS è stata fatta dopo anni ed anni di diagnosi errate o di mancate diagnosi. Quante volte mi sono state diagnosticate le più svariate patologie, per poi sentire la solita smentita e quindi l’ennesimo ritornello:” lei sta male, ma è uno di quei casi, in cui il medico vede il malato ma non la malattia!” ed ho perso tempo prezioso. L’anno scorso, la diagnosi ….. lo smarrimento…. poi la voglia di farne una ragione di lotta e di impegno sociale: non è possibile vivere in uno Stato, che non riconosce una patologia come l’MCS, che colpisce in forma seria almeno l’1,5-3 % della popolazione, ma che probabilmente è presente in forma lieve in una percentuale del 6-10%. Non è possibile che la gente non sia consapevole del danno che rischia di procurare a sé e agli altri, con deodoranti per ambienti, detersivi, spray e profumi; che quando fa la spesa non si chieda se quello che sta acquistando ha la forma di un pollo o di una bistecca, ma è solo un concentrato di ormoni, antibiotici, insetticidi ecc., che ignori che i biscotti e le briosce sono un impasto di additivi, coloranti e aromi artificiali. La gente deve sapere che, con il sacco del territorio, compiuto dai colossi della chimica, l’aria è irrespirabile; che il traffico veicolare è una fonte di benzene e di altre sostanze nocive; che una passeggiata in città o una nuotata a mare possono minare la salute, che una passeggiata in campagna, tra campi coltivati a forza di anticrittogamici, non rigenera ma intossica. Informazione e prevenzione sono strumenti fondamentali. Come è fondamentale arrivare ad una diagnosi di MCS, all’esordio della sindrome, quando è ancora possibile la regressione. 

Per maggiori informazioni: ONLUS AMICA http://www.infoamica.it/default.asp

http://www.infoamica.it/articolo.asp?a=11&sa=33&art=611

GRUPPO FB Riconoscere MCS anche in Italia http://www.facebook.com/group.php?gid=78671492565

ASSOCIACIONE DELLA SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA http://www.mcscommunity.info/news/informazioni/1-mcs

Articolo scritto dalla Sig.ra Marisa Falcone (prima parte) e da un paziente affetto da MCS (seconda parte)


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