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I microchip nel nostro futuro?! di Viliana Cancellieri

 microchip

Si parla sempre più spesso di una tecnologia definita “amica”: l’impianto dei microchip negli esseri umani.

Si tratta di un metodo utilizzato per inserire nel corpo umano un dispositivo di identificazione a radiofrequenza a circuiti integrati o transponder RFID incapsulati in un involucro di vetro. L’impianto sottocutaneo contiene, di solito, un numero identificativo unico che può essere collegato a informazioni contenute su un database esterno, contenente dati identificativi personali, dati anamnestici e sanitari, cure mediche, allergie, e informazioni di contatto.

            Un’idea che rivoluzionerà il nostro modo di vivere o che produrrà effetti sconvolgenti soprattutto in termini di libertà personale?

Le sperimentazioni si protraggono ormai da diversi anni

VeriChip è un dispositivo con identificazione a radiofrequenza (RFID) che può essere usato in vari campi, sicurezza, finanza, identificazione di emergenza e altre applicazioni. Ha le dimensioni di un chicco di riso. La procedura di ‘innesto’ (chipping) del paziente dura solo alcuni minuti e utilizza solamente un’anestesia locale seguita da un’iniezione rapida e indolore del VeriChip. Una volta inserito sotto pelle, il VeriChip non è visibile ad occhio nudo. Una piccola quantità di energia in radiofrequenza parte dallo scanner e stimola il VeriChip che emette tramite segnali in radiofrequenza il numero di verifica.

Una volta inserito chirurgicamente, non è più espiantabile. Qualsiasi tentativo di rimozione sarebbe rilevato da un’apposita centrale che, in assenza del segnale identificativo, avvertirebbe le autorità. Inoltre, l’eventuale tentativo di rimozione, sarebbe ulteriormente scoraggiato dalla fuoriuscita di liquami a base di litio e mercurio che intossicherebbero gravemente il corpo.

Il business di VeriChip, però, è arrivato ben presto ad una battuta d’arresto a causa dei limitati ritorni economici, influenzati probabilmente anche delle dure critiche di chi temeva per la propria privacy.

La situazione è stata, in seguito, ribaltata grazie alla partnership con la società di Redmond, che attraverso HealthVault ha preso in mano la situazione diventando il socio forte che Verichip non sperava di trovare. Health Link infatti è un progetto che prevede di dotare gli ospedali di reader RFID in grado di identificare i tag sottopelle impiantati nei pazienti, in modo da avere a disposizione, in tempo reale, tutte le loro informazioni mediche.

In quest’ultimo passaggio Microsoft ha deciso di inserirsi nel progetto con la sua piattaforma: la piattaforma di Microsoft è pensata infatti come un’enorme risorsa online che racchiuderà le informazioni sanitarie dei pazienti.

Ora che dietro il progetto c’è Microsoft, l’effetto mediatico non potrà che essere ingigantito, così come le voci di chi è favorevole ad un chip RFID impiantato in un essere umano e quelle di chi invece continua ad essere contrario.

La propaganda graduale sta facendo passi in avanti senza che la massa se ne accorga.

Ma sorge un serio dubbio: il chip sottocutaneo potrebbe essere uno strumento importante per l’elite al potere?

Questi impianti sono sicuri o potrebbero essere per la nostra salute?

Giungono notizie documentate che dei veterinari denunciano l’insorgere di tumori correlati agli impianti di microchip negli animali e che le radiofrequenze emesse da cellulari e lettori RFID danneggiano il DNA.

Nei microchip potranno essere inseriti tutti i nostri dati personali e biometrici che quindi potranno essere rilevati dai lettori: chiunque abbia in mano un apparecchio simile (anche “crackato“) potrà conoscere tutto di noi: dove siamo, cosa stiamo facendo e chi siamo.

 Microchip, RFID, o VeriChip Corp…. Sarebbe il caso di fare una ricerca piuttosto urgente, se non vogliamo trovarci tutti microchippati per legge senza nemmeno saperlo.

 

 

 

I microchip nel nostro futuro…


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