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Delegati regionali

VADEMECUM DEL DELEGATO CIPS

Il Delegato CIPS è consapevole del proprio ruolo organizzativo all’interno del Movimento, egli partecipa attivamente alla definizione e attuazione della linea politica ed alle iniziative nel territorio di riferimento, promuovendo la divulgazione e l’aggregazione.
A tal fine, si rende essenziale un metodo operativo comune nella organizzazione delle proprie attività di Delegato CIPS, che può essere sintetizzato nelle seguenti azioni:

a) creare una cartella esclusivamente dedicata a CIPS nel proprio computer e le sottocartelle ritenute necessarie corrispondenza / documenti ricevuti dal nazionale /indirizzari e mailing-list / iniziative nel territorio, altro…); analogamente, è opportuno
creare nel proprio computer una sottocartella della posta elettronica intestata a CIPS;

b) redigere un elenco dei propri amici, parenti, colleghi, conoscenti, completo di indirizzi di posta elettronica e recapiti telefonici;

c) selezionare un nucleo di soggetti ritenuti idonei, oltre che potenzialmente disponibili ad entrare nel Movimento, con una certa dose di entusiasmo a collaborare; entrare in contatto diretto con loro, incontrandoli o telefonando, presentargli in poche battute le finalità e raccomandandogli di entrare nel sito web CIPS, al fine di avere un quadro completo degli obiettivi del Movimento; facendosi confermare la disponibità ad una prima riunione in loco; coerentemente con i principi statutari del Movimento, l’aggregazione è aperta a tutti i cittadini che vogliono partecipare liberamente al progetto politico del “CIPS”, a prescindere dalle precedenti esperienze politiche soggettive. Non sono compatibili con i principi ed i valori del Movimento le adesioni di soggetti che hanno visibilmente partecipato al raggiungimento dello stato di degrado e di crisi del Paese e/o si propongono con evidenti secondi fini personali.

d) inoltrare a tutti gli altri amici della propria mailing-list una mail di presentazione di CIPS, con linguaggio semplice e diretto, facendo riferimento alla grave situazione dell’Italia e alla necessità di un cambiamento di mentalità (superiamo le barriere delle
ideologie e delle demagogie, ragioniamo da cittadini responsabili, non più omologati dai vecchi partiti che non hanno saputo creare condizioni di reale progresso economico e sociale); chiedere espressamente di aderire a CIPS, su un nuovo percorso che
privilegia le idee, gli obiettivi e le azioni, ove ciascuno deve svolgere la propria parte (emblematica la citazione di J.F. Kennedy agli americani: “Non dovete chiedervi cosa l’America può fare per voi, ma cosa potete fare voi per l’America!”).
Evidenziare, in ogni circostanza, che tutte le attività da parte degli associati, in tutti i livelli organizzativi, siano sotto forma di volontariato politico, in forte discontinuità con i sistemi in vigore all’interno della casta.

e) sulla base dei riscontri ottenuti, individuare ed elencare i soggetti che hanno dato una concreta disponibilità di collaborazione, convocare una riunione e analizzare insieme quale specifico contributo può fornire ciascuno di essi nel territorio di riferimento
(Comune o frazione, ambito provinciale e regionale); raccomandare loro di adottare analogo metodo informatico, al fine di estendere le adesioni al Movimento e qualificarne sempre più la presenza nel territorio;

f) evidenziare la necessità dell’adesione formale al Movimento, attraverso il sito web; ed al contempo stimolare ed incoraggiare l’attenzione alle informazioni CIPS, attraverso il sito web ( www.popolosovrano.eu) e nella pagina Facebook collegata (https://www.facebook.com/groups/724641727588241/?ref=ts&fref=ts );

g) esplorare nella propria realtà territoriale, gruppi, associazioni, circoli, opinion leaders che possono essere sensibili alle finalità di CIPS e che possono dare il loro supporto direttamente o indirettamente;

h) partecipare attivamente alla crescita del sito web del Movimento, con la redazione di nuovi articoli e/o la frequente partecipazione ai commenti su quelli pubblicati; partecipare, altresì, alla pagina Facebook collegata;

i) individuare locali idonei per le riunioni e le assemblee CIPS, con soluzioni ottimali sotto il profilo del risparmio economico;

l) promuovere la raccolta di donazioni (livello diverso dalla normale adesione di socio ordinario o sostenitore), con la finalità di sostenere le spese nell’area territoriale di competenza; la raccolta di fondi (donazioni) deve essere posta sotto il controllo del
delegato regionale CIPS, che a sua volta si relaziona in costante aggiornamento col tesoriere a livello nazionale; sulle donazioni raccolte, il 70% rimane all’organizzazione locale, che ha direttamente ottenuto le donazioni (livello comunale e provinciale,
anche nel rispetto della finalizzazione indicata dal donatore), mentre il 30% viene trattenuto dall’organizzazione nazionale di CIPS. In ogni caso, all’atto della donazione i finanziamenti confluiscono nell’unico conto bancario nazionale CIPS; sarà il tesoriere
nazionale, su deliberazione del coordinamento nazionale, a trasferire le somme al responsabile locale, che provvederà ovviamente alla rendicontazione della spesa.

m) valutare, assieme al nucleo operativo di riferimento territoriale, la possibilità di prendere parte, sotto l’emblema CIPS, ad elezioni amministrative locali, formando liste di candidature qualificate; ovvero stringendo alleanze con altri Movimenti, previo
consenso del Coordinatore politico nazionale.

Coordinamento politico nazionale
27 Marzo 2015


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Un Commento:

  1. Signore e Signori,

    il momento è solenne e giunge il tempo in cui cominciare a festeggiare e sognare nuovi conseguimenti ed innovazioni.

    Dopo settant’anni, possiamo avere dalla TV le prime notizie incoraggianti: i DELINQUENTI PUBBLICI vengono finalmente licenziati e vanno pure in galera. E vediamo anche che costoro (quei dipendenti del finto-pubblico impiego (poiché ancora assegnato a vita come vollero re, duce e furher) che si sono MACCHIATI CONCLAMATAMENTE di un CRIMINE) non sono mica pochi. Ed infatti non dimentichiamo come stanno le cose, come è stata troppo di frequente strutturata la P.A.: come la madre di tutte le mafie.

    Per lungo tempo il VOTO di SCAMBIO è stato un vero e proprio SISTEMA e modo elettivo di accesso al Pubblico Impiego. Non si può certo fare di tutt’erba un fascio. I santi esistono e persistono in qualsiasi inferno. Tuttavia, specie in alcune zone d’Italia, il fenomeno è stato così diffuso che non sarebbe difficile trovare dei DIPENDENTI ABUSIVI. Il Pubblico Impiego infatti non è mai stato bonificato da coloro i quali si impossessarono di un lavoro, potere e reddito pubblici CORROMPENDO, DELINQUENDO.

    Assunti a vita, costoro sono ancora lì. Nel cuore della Res Publica. Illegalmente. In dispregio ad ogni codice, regolamento e cittadino.

    Nella complice omertà di associazioni, partiti, sindacati, club, movimenti, fori sociali e qualsiasi altro assembramento politico radicatosi in questo Paese.

    Nel totale silenzio di SCIENZIATI che, se si tratta invece di cavalcare l’onda ambiental/climatico/paesaggistico/demografica, non si tirano mai indietro!

    Ordunque si apra una inchiesta su ogni dipendente pubblico per verificare la genuinità della sua assunzione. I carrieristi pubblici classificano noi sudditi in spietati studi di settore. Se la regola è valida per noi, si applichi anche per loro: SIANO INDAGATI. Non può esserci prescrizione per chi occupa illegalmente un ruolo pubblico. Urge farci promotori di un sempre rimandato ma inevitabile processo di risanamento di una situazione che compromette dalle fondamenta la Res Publica e le nostre vite.

    Anche per evitare in futuro una tale CRIMINALITÀ di MASSA, introduciamo una buona volta il MANDATO TEMPORANEO in ogni Pubblico Impiego. Avremo così finalmente reso giustizia alla REPUBBLICA DEMOCRATICA italiana. La res privata può essere pure di qualcuno. Ma la res publica appartiene a tutti e può essere concessa solo a tempo determinato. Solo temporaneamente. Può essere partecipata. Non posseduta. Tutto ciò che è PUBBLICO deve poter essere frequentato da più gente possibile. Così da stabilire un degno PATTO SOCIALE che coinvolga e responsabilizzi tutti. Il Pubblico Impiego dev’essere come un GIARDINO, o qualsiasi altro luogo, PUBBLICO: aperto a tutti.

    PRENDIAMONE BENE COSCIENZA: NON E’ IL VOTO A FARE LA DEMOCRAZIA.

    A CREARE LA MULTIPROPRIETÀ PUBBLICA, A TRASFORMARE POPOLI SOTTOMESSI
    IN PROPRIETARI DELLA COSA PUBBLICA, A TRASFORMARE SUDDITI IN CITTADINI
    COMPROPRIETARI E COFRUITORI DELLA RES PUBLICA, E’ IL MANDATO TEMPORANEO!

    Il VOTO è stato usato dai carrieristi pubblici (eterni detentori d’ogni potere, padroni perenni della cultura, dell’educazione, dell’informazione) come specchietto per le allodole, come TRAPPOLA per gli ALLOCCHI che volevano credere di avere voce in capitolo mentre non l’hanno mai avuta e nemmeno oggi nè mai, così rimanendo le cose, l’avranno. Il solo potere legislativo (reso democratico dal mandato temporaneo) non può, non riesce a tener testa, a superare tutte quelle distorsioni che un potere esecutivo e giudiziario ancora assegnati a vita creano a iosa quotidianamente. Cricche, elite, lobby, mafie trovano in un tal sistema terreno fertilissimo per prosperare.

    Essendo la nostra una REPUBBLICA DEMOCRATICA, nessuno rimanga più sullo scranno di un potere per l’intera sua vita lavorativa.
    Non possono farlo deputati e presidenti perché dovrebbero farlo gli assegnatari di un pubblico impiego/potere/reddito?!

    Gli SCIENZIATI si vergognino, devono sprofondare nell’ignominia che merita chi da settant’anni tace questo stato di cose diffuso in tutto il mondo ma non si fa scrupolo di coinvolgersi in politica per temi come ambiente, clima e “sovrappopolazione”, temi delicati che, senza una reale democrazia stabilitasi sul Pianeta, divengono immediata giustificazione (a fianco dell’altra scusa usata per fare il peggio: la sicurezza) per sottomettere ancor più i già deboli. Prima di disfarsene del tutto.

    Scienziati, venite fuori dai laboratori che gli umani vi pagano per migliorare il mondo, confrontatevi razionalmente su tutto ciò.
    La logica, la ragione, sarebbe ora lo scopriste, non servono solo per contare, per far evolvere la sola tecnologia, bensì l’intera vita umana.

    Danilo D’Antonio
    339 5014947

    La scienza è amica, gli scienziati ancora no
    http://hyperlinker.com/ars/scienza.htm

    Civilmente, legalmente, pacificamente,
    democratizziamo potere esecutivo e giudiziario:
    http://www.hyperlinker.com/ars/index_it.htm

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